Giovedì 7 ottobre 2010 ore 21.00

Il gruppo di lettura di Anobii Maddecheaoh organizza un incontro con lo scrittore Giovanni Ricciardi, per parlare del suo libro “I gatti lo sapranno” (Fazi, 2009).

Con la sua voce disincantata, eppure lucido e attento a cogliere ogni dettaglio, il commissario Ottavio Ponzetti si aggira per le strade del centro storico di Roma, tra quartiere Esquilino e rione Monti, alle prese con la sua nuova indagine. Un caso apparentemente semplice, ma che s’ingarbuglia presto nel più classico dei ” pasticciacci “. Hanno investito la sora Giovanna, la gattara, lasciandola mezza morta in via Turati. Nessuno ha visto né sentito niente. Ma c’è qualcosa di strano, dettagli fuori posto che il commissario Ponzetti cerca di riordinare con la sua logica lenta e testarda. Mentre l’anziana donna è ricoverata in coma al San Giovanni, nel mirino dell’indagine via via finiscono Arturo, il barbone della zona, e Alex, il giornalaio di via Principe Amedeo. E ancora i condomini del palazzo della vittima, Martina e Matteo, e Olga Portinari, di professione maga. Intanto, una confidenza dopo l’altra, emerge il passato tragico delta sora Giovanna: un marito violento, un figlio morto e forse un altro figlio, scomparso. Giovanni Ricciardi presenta la figura di un commissario come non ce ne sono più, passo stanco e pensiero veloce, che al cinismo e agli spari sostituisce l’eroismo di uno sguardo sempre umano e partecipe al dolore delle vicende altrui.

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Una risposta a Giovedì 7 ottobre 2010 ore 21.00

  1. Calli ha detto:

    “Ancora cadrà la pioggia sui tuoi dolci selciati … Ci saranno altri giorni, ci saranno altre voci … I gatti lo sapranno”

    I versi di questa meravigliosa e struggente poesia di Cesare Pavese ,dal titolo “I gatti lo sapranno” (“The cats will know”, tratta dalla raccolta poetica “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”), che illuminano (fin dal titolo) l’opera prima di Giovanni Ricciardi e ispirano, a continuare una linea, un discorso già tracciato, anche il titolo del secondo libro (“Ci saranno altre voci”), mostrano già il carattere particolare di questo giallo.

    Un giallo “sui generis”, il cui protagonista appare più vicino al Commissario Maigret di Simenon o ai personaggi di Laura Toscano (come il Maresciallo Rocca) e poco (nonostante le copertine dei due libri dell’autore) al Commissario Montalbano di Andrea Camilleri.

    Un giallo che è anche “un testo intessuto di letteratura” e “un percorso personale e intimo” del personaggio principale, il Commissario Ottavio Ponzetti, nel suo rapporto con i luoghi romani, con l’ambiente di lavoro (“in primis” l’ispettore Iannotta), e soprattutto con la sua famiglia, nel momento di un bilancio (anche sentimentale) della propria vita.
    Un testo che si congeda con parole che oltre a commuoverci non possono non coinvolgerci anche nella nostra vita, che trascorre nella nostra Roma “così bella” ove “le ombre si allungano”:

    “Ancora oggi, ogni tanto, mi torna in mente quella faccenda della morte improvvisa e la preghiera che si fa per scongiurarla. E questa cosa mi accompagna e stranamente non mi fa paura. Anzi, ogni volta che il sole scende su questa città così bella e le ombre si allungano, ripenso a quando mi accorgevo solo di me stesso e non sapevo più guardare le persone che amo.”

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